| Titolo |
Inno (?) a Dioniso da Panticapeo, CEGS 429g. |
| Trismegistos |
Non ancora presente nel database TSM |
| Autore e data |
Alessia Gonfloni, 18 agosto 2026. |
| Editio princeps |
F. V. Šelov-Kovedjaev, 2018, 71-73 no. I. |
| Altre edizioni |
N. N. Kazanskij, VDI 80.4 (2020) 896-906; Jaylenko 2020, pp. 447–448. |
| Bibliografia |
F. V. Shelov-Kovediaev, Drevnosti Bospora 26 (2021) 422-424. |
| Testo |
κικλήσκω βασιλῆα Δι]όνυσομ πολ[υγηθέα]
[χρυσοκόμη]μ, φιλόμολ[πον, πρωτόγονον, διφυ’, εὔιον. |
| Apparato |
[Δι]όνυσομ πολ̣[ύμνον | τὸ]μ̣ φιλόμολ[πον ἄ|εισα], Jaylenko 2020. |
| Metro |
L’ed. pr. individua tre versi ionici, con coriambo all’inizio del secondo verso seguito da ionico. Kazanskij ricostruisce due versi, entrambi esametri, mentre Jaylenko integra il testo ricostruendo un esametro dattilico. |
| Traduzione |
Ed. pr: Invoco il re Dioniso, apportatore di molta gioia, dai capelli d’oro, amante del canto e della danza, primogenito, dalla duplice natura, Euio.
Jaylenko: Dioniso, molto celebrato negli inni, amante del canto, io cantai |
| Scrittura |
Graffito, alfabeto ionico: iota verticale; sigma a quattro tratti; lambda con aste divaricate, ny con secondo tratto breve; pi con secondo e terzo tratto brevi.
Uso di ο per ω nella grafia di Διόνυσομ. |
| Lingua |
Lingua poetica di base epico-ionica, con elementi della lingua epica tradizionale e peculiarità grafiche dell’epigrafia arcaica: κικλήσκω (forma poetico-epica), βασιλῆα (forma epica), Διόνυσομ e χρυσοκόμημ (resa della nasale finale in -μ); πολυγηθέα, φιλόμολπον, πρωτογονόν, διφυ’, εὔιον appartengono al lessico poetico-religioso dionisiaco. |
| Supporto |
1. Tipologia: La prima pubblicazione identificava il supporto come frammento dell’orlo di kylix attica a vernice nera, tipo C; il contributo del 2021 lo definisce invece più genericamente “ostrakon”.
2. Materiale: Ceramica attica a vernice nera.
3. Dimensioni: Non indicate.
4. Stato di conservazione: Frammentario: si conserva un frammento dell’orlo di kylix con due linee di iscrizione.
5. Luogo di ritrovamento: Monte Mitridate, Panticapeo (l’odierna Kerč), rinvenuto nel 2016.
6. Luogo di conservazione: Museo storico-culturale della Crimea orientale (ВКИКМЗ), collezione archeologica; riferimento M-2016, inv. n. 221. |
| Cronologia |
Fine VI – inizio V sec. a.C. |
| Commento |
Secondo l’ed. pr., il frammento costituisce una testimonianza molto precoce della poesia dionisiaca a Panticapeo. L’epiclesi φιλόμολπος, “amante del canto e della danza”, è considerata come una nuova denominazione epigrafica di Dioniso. A tal proposito, l’ed. pr., propone di intendere il testo come un esercizio scolastico, ma non esclude la possibilità che riproduca un passo di un’opera poetica perduta. Collega inoltre la presenza precoce di Dioniso a diversi elementi della toponomastica bosporana e interpreta Βόσπορος in chiave dionisiaca come “via del Toro/Dioniso”.
Di diversa posizione è Kazanskj che scarta l’ipotesi dell’esercizio scolastico e interpreta il testo come inno orfico a Dioniso, composto da due esametri.Šelov-Kovedjaev, nell’articolo del 2021, è inizialmente disposto ad accettare integralmente l’interpretazione di Kazanskj, ma nota una difficoltà epigrafica nella disposizione delle lettere. Propone quindi che χρυσοκόμημ, φιλόμολπον costituisca l’inizio della seconda riga, con ulteriori epiteti πρωτογονόν, διφυ’, εὔιον, ricavati per analogia dal repertorio dello stesso inno orfico. Kazanskij, in una comunicazione del 27 gennaio 2021 a Šelov-Kovedjaev, giudica questa nuova soluzione “plausibile”.
Jaylenko propone una lettura ancora diversa del testo, nella sua nuova edizione del 2020. Accetta l’idea dell’inno, ma ritiene che questa tipologia di versi debba essere composta necessariamente in esametri e, a partire da tale considerazione, ricostruisce il testo nelle parti lacunose (vedi apparato critico). A causa della natura fortemente frammentaria dell’epigrafe, è consigliabile estrema cautela, giacché tutte le ricostruzioni proposte e le relative interpretazioni si basano sulle integrazioni proposte al testo. |
| Immagini |

Fig. 1: “Inno a Dioniso da Panticapeo”, tratto da F. V. Shelov-Kovediaev, Drevnosti Bospora 26, 2021, p. 423 fig. 6. |