Titolo Epigramma funerario per i caduti della tribù Erechtheis, CEG 139a.
Trismegistos 968025
Autore e data Alessia Gonfloni, 11-12-2021.
Editio princeps Spyropoulos 2001, pp. 34-35 (SEG 49.370).
Altre edizioni Tentori Montalto 2014 (Tentori Montalto 2017, n. III); AXON 324.
Bibliografia

Goette-Weber 2004, p. 83; Jung 2006, p. 221, n. 65; Spyropoulos 2006 (SEG 56.425); Steinhauer 2004-2009 (SEG 56.430); Spyroupolous 2009; Steinhauer 2009, pp. 122-123; Steinhauer 2010; Christophe Feyel, BE 123, 2010, n. 219; 124, 2011, n. 230; 127, 2014, nn. 165-166; 2015, n. 199; Ameling 2011; Arrington 2011, pp. 185, 187, 199 e 204; Keesling 2012; Proietti 2012; Tentori Montalto 2013;  Petrovic 2013; Proietti 2013; Butz 2014; Galli – Tentori Montalto 2014, pp. 290-292 e 294-297; Janko 2014, pp. 11-12 (SEG 64.186); Proietti 2014, pp. 168-175; Tentori Montalto 2017, pp. 92-102 no. III.

Testo

Ἐρεχθεΐ[ς]

φεμὶ· καὶ hόσστις ναίει ΗΥΦΑΟΣ τ’ ἔσσχατα γαίες,

τονδ’ ἀνδρον ἀρετὲν πεύσεται, hος ἔθανον

β̣αρνάμενοι Μέδοισι καὶ ἐσστεφάνοσαν Ἀθένας,

παυρότεροι πολλον δεχσάμενοι πόλεμον

Δρακοντίδες
Ἀντιφο͂ν
Ἀφσέφες
Χσένον
Γλαυκιάδες
Τιμόχσενος
Θέογνις
Διόδορος
Εὐχσίας
Εὐφρονιάδες
Εὐκτέμον
Καλλίας
Ἀραιθίδες
Ἀντίας
Τόλμις
Θοκυδίδες
Δῖος
Ἀμυνόμαχος
Λεπτίνες
Αἰσχραῖος
Πέρον
Φαι[δ]ρίας
[- – – – – – – ]

 

Apparato

|| 2 Φέ̄μισαι, hο̄ς κίε γ΄ αίεὶ hυ<πὲρ> φάος hέσσχατα Janko; φέ̄μισαι hο̄ς κιχς † δ̣αίει hυφάο̄σι (vel hυφά<φ>σ(ε)ι) † τ̉ ἔσσχατα Tentori Montalto 2013; †ϕῆμις ΑΙ ΗΟΣ ΚΙΧΑΝΕΙΙΙ(?)ΥΦΑΟΣΙ† ἔσσχατα Ameling; Φεμις ἂρ’ hος κιχ[εν] αίεὶ εὐφαος hέσσχατα Steinhauer; Φέμις ἂρ’ hος κιχ[αν᾽] αίει εὐφαοῦς ἔσσχατα ed. pr.; Φέμις ἂρ hος κιχ[άν]<ει> αίεὶ εὐφαοῦς hέσσχατα Steinhauer; † ΦΕΜΙΣΑΡΗΟΣΚΙΧΣ[…]ΑΙΕΙΕΥΦΑΟΣ† ΗΕΣΣΧΑΤΑΓΑΙΕΣ Proietti 2012; hυφ᾽ Ἅος Tentori Montalto 2014 || 4 [μ]αρνάμενοι ed. pr., ceteri edd.

 

Metro

Due distici elegiaci.

Traduzione

Dico: anche chi abita sotto Aurora (?) i confini della terra, verrà a sapere il valore di questi uomini, come morirono combattendo contro i Medi e (come) incoronarono Atene, sostenendo in pochissimi l’attacco di molti.

Scrittura

Alfabeto: azzurro chiaro, alfabeto attico arcaico

Lettere: gamma con aste oblique; epsilon con tratto verticale prolungato in basso; simbolo H per aspirazione; theta con puntino; iota verticale; lambda calcidese; my con aste laterali divaricate; ny leggermente inclinato a sinistra; pi con secondo tratto breve; rho con occhiello rigido e peduncolo; sigma a tre tratti; chi a croce; phi senza prolungamento del tratto verticale.

Andamento: ortogrado, irregolarmente stoichedon nell’epigramma; lettere alternate nella lista dei caduti. Altezza lettere: l. 1: 0.022 m; ll. 2-5: 0.015 m; distanza interlineare dei versi 0.006-0.009 m; ll.  6-27: 0.018 m.

Nel luglio del 2013 Tentori Montalto ha effettuato l’esame autoptico e due calchi dell’iscrizione (Tentori Montalto 2017, p. 92). Non ha riscontrato lettere-spia che permettano di dedurre che la stele o l’epigramma siano da intendere come copia arcaizzante dell’età di Erode Attico come è stato supposto da Proietti (2012, 2013 e 2014). La posizione dell’epigramma infatti, perfettamente centrato, misurato e equidistante dal titolo e dalla lista dei caduti, è stata interpretata da Proietti (2012 p. 101 e 2013 p. 28, sulla stessa linea di Keesling 2012, p. 147 n. 27) come segnale di un’aggiunta posteriore; come la presunta compressione delle lettere, l’incisione della stele e una generale imprecisione nella realizzazione che Tentori Montalto definisce «normale disomogeneità di forme dell’alfabeto arcaico, identica a quella che si riscontra anche nella sottostante lista dei caduti. Risulterebbe poco verosimile la presenza di un grande spazio vuoto tra il titolo e la lista dei caduti, riempito in seguito dall’epigramma, il quale invece appare ben calcolato nella mise en page dell’iscrizione».

Lingua

Dialetto: l’epigramma è composto in attico; la sequenza ΑΟΣ in l.1, se inteso come nome per “l’aurora”, presenta un vocalismo non ionico-attico.

Supporto

a. Tipologia del supporto: stele.
b. Materiale: marmo.
c. Dimensioni: h. 0.68 m; l. 0.57 m. (0.558 nella parte superiore); sp. 0.285 m (nella parte inferiore 0.265 m.). L’altezza del kymation lesbio, rimosso in età successiva è di 0.075 m.
d. Stato di conservazione: conservato fino alla l. 27. Segue una frattura che insiste sui terminali inferiori delle lettere.
e. Elementi descrittivi: l’unico lato preservato senza alterazioni è quello sinistro, che in alto conserva il kymation lesbio e la superficie originaria sottostante, riconosciuta grazie alla corrosione. Il monumento originario poteva essere forse composto da singole stele[1]. L’epigramma occupa la stele in tutta la sua larghezza e difficilmente poteva essere unito a quello della stele adiacente. La stele della tribù Erechtheis doveva erigersi all’estremità sinistra del monumento e questo dato è in accordo con la posizione incipitaria che la tribù aveva nella successione ufficiale ateniese[2].
f. Luogo di ritrovamento: Loukou (Astros Kynouria) – Argolide.
g. Luogo di conservazione: Museo Archeologico di Astros Kynourias, Inv. No. 535.


[1] La tipologia monumentale a stele unite si svilupperà solo nella seconda metà del V a.C., cfr. Tentori Montalto 2017 p. 94.

[2] La successione trova numerosi confronti con altri monumenti funerari pubblici per i caduti in guerra, Tentori Montalto 2013 p. 33 n. 20.

Cronologia

480-470 a.C., Tentori Montalto 2014.

490 a.C., Trismegistos.

Commento  
Immagini

Fig. 1 – Disegno della stele di Loukou realizzato da Tentori Montalto 2014, p. 35.



Fig. 2 – Calco dell’epigramma della stele di Loukou (realizzato e fotografato da Tentori Montalto 2014, p. 35).