Legenda

A. Riferimenti: ad una voce di IG; a voci di SEG; ad altri repertori; link ad IG / PHI (se presenti) o ad altri database online;
B. Contributi documentali (strettamente epigrafici o archeologici);
C. Contributi al testo (filologici, linguistici, metrici, storici);
D. Contributi presenti in voci di catalogo o in monografie; articoli con trattazioni di più voci di CEG.
OS. Open Sources: database o strumenti di indagine accademica online.

 

A SEG 39.1779; 42.62; 58.30; 58.1888; 58.1889; 59.1974; 60.1924; IG I3 1240; PHI.
 
D Day 1989, pp. 16-28; vedi CEG 13. Traduzione a pp. 19-20: «Halt and show pity beside the marker of dead Kroisos, whom raging Ares once destroyed in the front rank of battle».
 
C

Viviers 1992, pp. 121-124 (ph. 27 p. 122) e pp. 195-196; ristampa il testo e discute la scrittura. Propone l’associazione con il kouros di Anavyssos e la sua probabile attribuzione all’atelier di Aristokles.

 
C Bruss 2005; vedi CEG 1; CEG 27 = Bruss 2005, p. 69 n. 40; p. 96 n. 31.
 
D Tsagalis 2008; vedi CEG 1. CEG 27 = Tsagalis 2008, p. 90 n. 94, p. 167 n. 97, p. 231 n. 27, p. 321.
 
D Tueller 2008; vedi CEG 11.
 
D

Ortiz de Landaluce 2009, pp. 205-217; l’articolo si sofferma ad analizzare la presenza del mito negli epigrammi funerari e dedicatori (per quanto riguarda questa tipologia lo studioso distingue gli epigrammi dedicatori da quelli onorari). Dalla ricerca sembrerebbe emergere che la presenza del “mito” sia più consistente soprattutto in una fase di produzione successiva, quando i componimenti si fanno più complessi e lunghi. Lo studioso infatti conclude asserendo che «Las referencias míticas, prácticamente ausentes de las breves inscripciones arcaicas en verso sobre exvotos dedicados a la divinidad, cipos funerarios y monumentos conmemorativos u honoríficos, aparecerán en cambio con cierta frecuencia en los epigramas una vez que éstos, desligados del soporte medial en que se grababan, adquieren mayor extensión y elaboración formal, al tiempo que amplían sus temas y motivos, convertidos ya en meros ejercicios literarios». A mio avviso, tuttavia, la riflessione non dovrebbe essere troppo enfatizzata, poiché il ruolo del mito (marginale che sia) non può essere negato in epigrammi molto arcaici come quello della cosiddetta coppa di Nestore (CEG 454) o quello per Nikandre (CEG 403).

Nel corso dell’articolo, lo studioso traduce in spagnolo i seguenti epigrammi da CEG: 27, 145, 170, 373, 390, 425, 824.

 
B

Schmitz 2010, pp. 25-41. L’articolo è contenuto all’interno del volume edito da Baumbach, Petrovic A. e Petrovic I., dedicato all’analisi di numerose caratteristiche degli epigrammi greci arcaici e classici. Il contributo di Schmitz analizza alcuni motivi noti all’epigrafia epigrammatica fra cui l’oggetto parlante, il defunto che si rivolge al passante, l’apostrofe al passante, l’anonimo io-parlante, la richiesta al passante di fermarsi. Fra gli epigrammi di CEG, Schmitz analizza i nn. 27, 28, 34, 48, 110, 113, 131, 161, 470.

 
B Tueller 2010, pp. 42-60; vedi CEG 13.