Titolo Epigramma funerario per Kerdylion, CEGSuppl. 169c.
Trismegistos TM 990652
Autore e data Alessia Gonfloni, 25 febbraio 2026.
Editio princeps G. Kokkorou-Alevra, Grammateion 7 (2018) 8-10 no. 4, (SEG 68.591; P. Fröhlich, BE (2019) 371.)
Altre edizioni IG XII.4.3197
Bibliografia
Testo [- – – 12 – – -]stoichedon
[·] ἀνδρὸς̣ [. . . . .]
Ο̣Ι παρῆι κ̣[. . . .]
χωρηι κατέ[θηκ]-
Ε/ καὶ μνᾶμα [. . .]
Ο· Κερδυλίω[ν δὲ]
ὄνυμ̣α̣ vacat
  Apparato
2. Θ̣Ι, A. Matthaiou apud IG || 4. χωρῆι o χώρηι, ed.pr. || χωρῆι?, IG,  5/6. [ξήν]|ο, E. Sironen apud IG ||
  Metro

Il testo è definito “epigramma” nel lemma di SEG 68.591. Indizi di metrica possono essere desunti dai termini utilizzati che solitamente, in contesti funerari, sono tipici nei componimenti in versi.

Traduzione  
Scrittura

Sulla faccia principale si conservano sei linee stoichedon con 12 lettere per linea. La rilavorazione della parte superiore della stele e l’altezza calcolata fra la superficie superiore della cornice e la riga seguente (circa 0.045 m.) permettono di ipotizzare che esistesse un’altra linea sopra la prima attestata. La sesta linea è incisa a una distanza di 0,29 m. dal lato inferiore della base. L’altezza lettere varia tra 0,015–0,02 m.; la distanza tra le lettere tra 0,01–0,015 m.

Le lettere non presentano apici; alcuni elementi sono tipicamente classici: alpha con orizzontale dritta, kappa e ny con tratto verticale diagonale più breve; pi con tratto breve destro; altri più tardi: omega più piccolo, diagonali di ypsilon leggermente curve (?).

Lingua Lingua mista (?) Forma ionica: χώρηι; forme doriche: μνᾶμα, ὄνυμα.
Supporto
  1. Tipologia del supporto: base
  2. Materiale: marmo bianco-grigiastro
  3. Dimensioni: h. 0,48 m; l. 0,38 m; sp. 0,318–0,33 m.
  4. Stato di conservazione: l’iscrizione è spezzata in diversi punti e versa in uno stato frammentario di conservazione, solo una porzione minoritaria di testo è leggibile. Su tutta la superficie sono presenti tracce di lavorazione con gradina, forse per un riutilizzo del blocco (ed. pr.), congiuntamente alla presenza di malta carcarea.
  5. Luogo di ritrovamento: sito di Alasarna (località Kardamena, isola di Kos).
  6. Luogo di conservazione: magazzino dell’Eforato delle Antichità del Dodecaneso, inv. A 511 (Ἀποθήκη Χατζηνεπᾶ (inv. no. E 534).
Cronologia Fine V, inizi IV a.C.
Commento

L’appartenenza dell’iscrizione al genere funerario sembra essere confermata dalla presenza dei termini παρή, χωρῇ (o χώρη) e μνᾶμα, ed. pr.

La sequenza ΑΝΔΡΟΣ̣ in l. 1, pubblicata ανδροΣ dall’ed. pr., non è certo se sia da intendere come genitivo del sostantivo ἀνήρ o come nome proprio al nominativo -ανδρος. Poiché la lettura non è certa, si può ipotizzare anche un nome proprio al genitivo -ανδρου.

La sequenza παρῆι in l. 2 è stata interpretata come congiuntivo del verbo πάρειμι, terza persona singolare. Essa è presente anche in altre aree ioniche (Chio, Eretria, Ceo), ma anche in area dorica (Creta), vedi ed. pr.

Alla l. 3, l’interpretazione di χωρηι è oggetto di discussioni: non è possibile stabilire con certezza se si tratti del dativo singolare del sostantivo χώρα in forma ionica, oppure della terza persona singolare del congiuntivo del verbo χωρέω.

Il nome proprio Κερδυλίων è lettura di Hallof (IG). Non è attestato altrove. Compare a Tespie (ITesp. 98) un Κέρδυλλος; il nome Κερδύλας è invece utilizzato come epiteto di Zeus (cfr. Licofrone, Alexandra 1092, ed. E. Scheer). Infine, l’ed. pr. ricorda un Κέρδων attestato nei sigilli di Cos (LGPN 1, 254, s.v.). Poiché la terminazione -ίων può essere intesa come patronimico, Κερδυλίων potrebbe essere in relazione con Κέρδων.

Immagini

Fig. 1 – 2. Immagine tratte da G. Kokkorou-Alevra, Grammateion 7 (2018) 8-10 no. 4, eikones 4-5, pp. 15-16.