| Titolo | Epitafio per Alexon, figlio di Laiarchos, Tessalo, CEGS 717a. | |
| Trismegistos | TM 898677. | |
| Autore e data | Alessia Gonfloni, 12 Agosto 2026. | |
| Editio princeps | I. Nicolaou, Inscriptiones Cypriae alphabeticae XXXIX, 1999, RDAC 2000, 299–304, n. 4 (SEG 50.1377), con fotografia. | |
| Altre edizioni | S. Hadjisavvas, BCH 124 (2000), 676, fig. 38 (SEG 40.1360); Papachrysostomou 2011, pp. 225–231 (SEG 61.1349). | |
| Bibliografia | – | |
| Testo | Μνῆμα πατὴρ Λαίαρχος ἐπέστησεν τόδε παιδός
αὑτοῦ Ἀλέξωνος· Θεσσαλία δὲ πατρίς. |
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| Apparato | Λαΐαρχος, Papachrysostomou. | |
| Metro | Distico elegiaco | |
| Traduzione | Il padre Laiarchos eresse questo monumento per suo figlio Alexon; la Tessaglia è la patria. | |
| Scrittura | Le lettere sono ben leggibili e con modulo costante tranne theta, omicron e omega.. Le estremità del sigma (a quattro tratti aperti) tendono ad incurvarsi e sono presenti lievi segni di apicature come anche in alpha, epsilon, eta, lambda, ny, xi, tau; theta con puntino; pi con secondo tratto breve, xi con tratto mediano breve; chi a croce. | |
| Lingua | Greco di koinè, secondo Papachrysostomou, che sottolinea l’uso di η nelle forme ἐπέστησεν e μνῆμα, invece dell’α atteso in cipriota | |
| Supporto | 1. Tipologia: stele funeraria rettangolare, con frontone triangolare e acroteri; l’iscrizione è incisa sulla cornice/cornicione sotto il frontone. Nel campo ribassato sottostante sono visibili deboli tracce di pittura.
2. Materiale: calcare 3. Dimensioni: h. 0.62; sp. 0.91-0.714 4. Stato di conservazione: è conservata la parte superiore della stele; il testo è leggibile, con una lieve corruzione (dovuta a un danno) nella parte centrale di ἐπέστησεν. Il campo sottostante conserva deboli tracce di pittura. L’epigrafe si compone di due frammenti, il primo ritrovato nel 1989 (SEG 40.1360) e il secondo nel 1999 (cfr. fig. 5). 5. Luogo di ritrovamento: Marion-Arsinoe, nella Cipro occidentale, presso l’odierna Polis Chrysochous. 6. Luogo di conservazione: Museum of the City of Chrysochous / Museo di Polis. La documentazione più recente identifica il frammento come stele funeraria di Alexon proveniente da Marion-Arsinoe. (MMA 516) |
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| Cronologia | Nicolaou 2000: inizio III sec. a.C. Papachrysostomou 2011: 332–312 a.C., dunque fine IV sec. a.C., più precisamente tra l’assedio di Tiro (332) e la distruzione di Marion nel 312 a.C. da parte di Tolomeo I Soter. Papachrysostomou basa la nuova datazione sulla combinazione di forma delle lettere e uso della koinè, confrontati con iscrizioni di Marion datate allo stesso periodo da Mitford. La nuova datazione proposta sembra coerente con l’epigrafe. | |
| Commento | I versi ricordano la morte di Alexon, tessalo. Il testo è estremamente breve, ma presenta motivi tipici dell’epigramma funerario: la menzione della patria; il padre che innalza un monumento in memoria del figlio; la morte lontana dal luogo natio. Rispetto a quest’ultimo aspetto, la formula finale Θεσσαλία δὲ πατρίς sembra avere particolare enfasi, come di consueto, anche per ragioni di accento metrico. Il verbo ἐπέστησεν, nel significato di “eresse / pose [il monumento]”, ricorre 3 volte in altre iscrizioni provenienti da Marion (Mitford 1961a 93-8; 96; Voskos 1997, E61); per tali ragioni l’ed. pr. suggerisce che l’accezione sia da attribuire ad un uso locale del termine oppure alla consuetudine dell’incisore. Anche l’identificazione dell’oggetto in quanto μνῆμα, che è molto comune in questi contesti, costituisce un hapax nel corpus epigrammatico cipriota, dove è di solito attestato σῆμα (in entrambe le varianti σᾶμα e σῆμα).). I due nomi sono inoltre significativi: Λαίαρχος è estremamente raro (LGPN III.A, 265), mentre Ἀλέξων è un nome ben attestato in Tessaglia (LGPN I, 28; II, 21; III.A, 27; III.B, 24). Dal punto di vista storico e sociale, l’iscrizione può essere utile per ricostruire e analizzare la presenza di gruppi tessali a Cipro. Papachrysostomou propone diverse possibili spiegazioni del loro insediamento a Marion: servizio militare/mercenario, attività artigianale, commercio marittimo oppure pellegrinaggio al santuario di Afrodite a Palaepaphos. Allo stato attuale delle nostre informazioni, nessuna di queste ipotesi può però essere dimostrata con certezza.
Il fatto che Alexon sia morto (e presumibilmente anche sepolto) lontano dalla patria potrebbe spiegare a) la discrepanza fra uso dell’alfabeto utilizzato e dialetto atteso: chi commissiona l’iscrizione potrebbe richiedere al lapicida l’uso di una scrittura più familiare in termini di interpretazione dei grafemi senza discostarsi dal dialetto di pertinenza dell’area geografica (come è noto, infatti, non è insolita, in epigrafia, una discordanza fra alfabeto e dialetto); b) la peculiarità nell’accezione di ἐπέστησεν: la committenza potrebbe aver scelto una bottega specializzata in un formulario per loro più noto rispetto a quello in uso a Cipro, o comunque potrebbe aver richiesto esplicitamente una scrittura più familiare per la commemorazione di un proprio defunto. |
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| Immagini |
Papachrysostomou 2011, p. 230, fig. 1, fotografia dell’intera stele. Papachrysostomou 2011, p. 230, fig. 2, particolare della parte centrale dell’iscrizione. Papachrysostomou 2011, p. 231, fig. 3, parte sinistra dell’iscrizione. Papachrysostomou 2011, p. 231, fig. 4, parte destra dell’iscrizione. Nicola0u 2000, p. 302, fig. 5, frammento separato. |
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