Nel panorama degli studi epigrafici dedicati all’epigrammatica, i due volumi dei Carmina Epigraphica Graeca di Peter Allan Hansen rappresentano ancora oggi un unicum. Il corpus è costituito da poco più di 900 iscrizioni, attestate in vari luoghi con problematiche talvolta simili e convergenti, talvolta distanti e particolarmente complesse. La quantità elevata di materiale di cui disponiamo rende da subito evidente la fertilità e la produttività di queste composizioni estremamente peculiari.
Hansen ha catalogato le iscrizioni per tipologia, per luogo geografico e per cronologie fornendo non solo un compendio generale di tutto il materiale fino ad allora noto ma anche un vero e proprio manuale di “genere”. La classificazione così operata di tutta la documentazione a disposizione ha favorito la ricerca e soprattutto ha gettato le basi per ragionare nell’ottica delle “composizioni per tipologia”.
La quantità straordinaria di contributi pubblicati nel corso degli anni sulle varie epigrafi dei CEG, l’esistenza di materiali noti grazie a scavi o scoperte successive al 1989 nonché l’esigenza di uniformare e migliorare la fruibilità di tutto il corpus delle epigrafi epigrammatiche, sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto alla realizzazione di questo progetto di aggiornamento online dei CEG.
Nel corso degl ultimi trent’anni le pubblicazioni e gli interessi degli studiosi nei confronti dell’epigrafia epigrammatica sono notevolmente aumentati e, benché i volumi dei CEG costituiscano un punto di partenza imprescindibile per lo studio di qualsivoglia iscrizione a carattere metrico, si registrano ancora oggi una serie di difficoltà che derivano in primo luogo dall’impossibilità di poter usufruire di uno strumento di indagine che consenta di raccogliere, classificare, organizzare e interrogare tutto il materiale nella medesima sede. Di qui l’idea di un sito web di aggiornamento al CEG.
Per realizzare questo strumento è stato necessario raccordare fra loro i risultati provenienti dai diversi repertori, mettendoli a confronto e soprattutto comprendendo le motivazioni dell’assenza di dati nell’uno o nell’altro. I risultati di tale indagine, infatti, variano anche se si effettua un controllo doppio a partire da uno stesso repertorio. Questo fenomeno si registra soprattutto nei casi in cui le riviste o le pubblicazioni presentino sia la versione cartacea che quella online: i dati provenienti da questi due canali diversi, pur appartenenti dunque ad uno stesso repertorio, risultano spesso diversificati.